Vulci e gli Etruschi – le idee chiare di quando ero bambina 

C’è un piccolo paese al quale sono profondamente legata, ed è il luogo dove ero solita trascorrere le lunghe vacanze estive con mia nonna e mia cugina, i ponti durante l’anno, i week end lunghi e quando il tempo lo permetteva, pasqua.

I ricordi di come approdammo a Montalto di Castro,  in provincia di Viterbo,  si mescolano con i racconti dei mei genitori; avevo circa quattro anni ed i miei stavano cercando insieme ad un gruppo di amici una casa al mare, non lontano da Roma, per pote trascorrere le vacanze estive. Di tutte le case che vedemmo, indicai con decisione a mia madre quella con il piccolo giardino ed il grande terrazzo, al primo piano, perché le case con le scale mi sono sempre piaciute, e l’idea di avere sia il verde che il lastricato non mi dispiaceva affatto.

Sono certa che non fui io a decidere, anche se mi piace pensare che il mio piccolo dito indice  ebbe un peso sulla scelta .

Montalto non ha mai vissuto di grande notorietà offuscata dalla vicina Capalbio e dall’argentario, ma ha bellissime spiagge con le dune, una pineta e campagne ricche, e soprattutto si trova al centro degli scavi archeologici non lontana dalle terme.

Non avevo mai visitato Vulci, nonostante sia a pochi chilometri di distanza e me ne sono entusiasmata cosi tanto da voler raccontare la mia esperienza.

Forse perché le cose troppo vicine le diamo sempre per scontate, voliamo ore per vedere nuovi continenti quando bastano 15 minuti di auto per arricchirsi gli occhi e l’anima.

Vulci è un’antica Città Etrusca, un’area dominata da un Castello del XII secolo a ridosso del ponte del Diavolo di epoca Romana a 20 metri di altezza sul fiume Fiora.

L’area archeologica è all’interno di un parco naturalistico, che si può visitare a piedi o con l’affitto di biciclette elettriche tramite itaway. 

Noi abbiamo optato per le bici, una signora sportiva e gentilissima le ha sistemate, ha spiegato il funzionamento e ci ha indicato il percorso da effettuare sulla mappa.

 

Lungo il percorso ci siamo fermati a visitare le tombe etrusche , la casa del Criptoportico con bellissimi mosaici monocromatici, ed abbiamo pedalato attraverso i pascoli osservando le Maremmane , le vacche riconoscibili dalle lunghe corna.

Il percorso alterna zone archeologiche a zone naturalistiche lungo il fiume Fiora, dove sono spiegate tramite cartelli le piante tipiche della macchia mediterranea.

Ma la vera sorpresa è stata trovare il laghetto del Pelicone, una piccola oasi dove hanno girato film, tra cui “non ci resta che piangere “ e “tre uomini ed una gamba”.

L’escursione in bicicletta ha una durata di circa 1 ora e mezza, il percorso è molto semplice e le bici fornite hanno la pedalata assistita quindi i piu’ pigri possono stare tranquilli!

La nostra visita è finita con un pranzo tipico al vino “Casale dell’Osteria”, un’agriturismo immerso nei campi del parco dove la cucina locale e la brace vincono su tutto.

Le informazioni su parco le trovate qui  insieme a quelle sulle e-bike e sui percorsi che è possible effettuare.

se l’articolo vi è piaciuto lasciate un commento, sarò felice di rispondervi,  ricordate sempre di taggare #lechefclochard e di condividere le vostre foto se visitate qualcuno dei luoghi che vi suggerisco..la mia piu’ grande gioia è sapere che le avete apprezzato i miei racconti e le mie guide!

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